Mostrando las entradas con la etiqueta Domenico Losurdo. Mostrar todas las entradas
Mostrando las entradas con la etiqueta Domenico Losurdo. Mostrar todas las entradas

20/10/16

Un mondo senza guerre — Domenico Losurdo

Davide Ragnolini

All’interno della vasta produzione bibliografica di Domenico Losurdo, Un mondo senza guerre costituisce probabilmente il lavoro più ‘internazionalistico’ nel percorso di ricerca del filosofo e storico del marxismo, stimolato dal presagio di “nuove tempeste belliche” (p. 17) all’orizzonte. Un’accresciuta percezione della pericolosità dell’arena internazionale, occasionata dall’odierno smottamento delle zolle geopolitiche mondiali, non inibisce ma invita anzi ad una nuova, documentata riflessione filosofica sui problemi della guerra e della pace.

Muovendo dalla convenzionale periodizzazione dell’età contemporanea, l’autore ne propone un ripensamento attraverso un percorso storico-filosofico di ricostruzione dei ‘diritti e rovesci’ del grande ideale della pace perpetua, e delle fasi che ne hanno scandito le sue formulazioni filosofiche e le sue disattese storiche. È proprio il bilancio storico di tale ideale a consentire al cultore più irenista una maggiore cautela nella valutazione della sua ‘storia degli effetti’: “la storia grande e terribile dell’età contemporanea è anche lo scontro tra diversi e contrapposti progetti e ideali di pace perpetua” (p. 16). Il bipartitismo ideologico ed epistemologico che ha diviso idealisti e realisti nell’ambito degli studi internazionalistici verrebbe dunque meno: l’ideale della pace perpetua ha piuttosto rappresentato un fine politico anelato e perseguito da entrambe le due fazioni ‘idealtipiche’, al punto da rovesciarsi in una justa causa belli appannaggio dei partiti storici più disparati. In tal senso, le numerose rivendicazioni di una sua realizzazione avrebbero costituito “forse persino la continuazione della guerra con altri mezzi” (p. 17).

20/6/16

Un mondo senza guerre — Domenico Losurdo

Vi proponiamo un estratto dell’ultimo libro del Professor Domenico Losurdo, “Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente”. La storia della Repubblica Popolare Cinese (RPC) può essere vista anche alla luce del complesso rapporto con gli Stati Uniti. 
L’inizio complicato della Repubblica Popolare Cinese RPC
Per quanto riguarda la Cina, già prima della fondazione della Repubblica popolare, gli USA intervenivano per impedire che la più grande rivoluzione anticolonialedella storia giungesse alla sua naturale conclusione, e cioè alla ricostituzione dell’unità nazionale e territoriale del grande Paese asiatico, compromessa e distrutta a partire dalle guerre dell’oppio e dall’aggressione colonialista. E, invece, dispiegando la loro forza militare e agitando in più occasioni la minaccia del ricorso all’arma nucleare, gli USA imponevano la separazione de facto della Repubblica di Cina (Taiwan) dalla Repubblica popolare di Cina. Erano gli anni in cui la superpotenza apparentemente invincibile era lacerata da un dibattito rivelatore: «who lost China?» Chi era responsabile della perdita di un Paese di enorme importanza strategica e di un mercato potenzialmente illimitato? E in che modo si poteva porre rimedio alla situazione disgraziatamente venutasi a creare?

29/1/16

La lotta di classe. Una storia politica e filosófica — Domenico Losurdo

“Non è stato l’Occidente a essere colpito dal mondo; è stato il mondo che è rimasto colpito -e duramente colpito- dall’Occidente” Arnold Toynbee, Il mondo e l’Occidente 

Elena Maria Fabrizi   |   L’assenza cronica di visioni globali della storia è il più grave colpo inflitto dall’umore postmoderno alla contemporaneità. Di questa assenza soffre anche certa cultura marxista, spesso retrocessa a visioni che hanno rimosso dall’orizzonte storico la portata universalistica del conflitto di classe, qualche volta ridotto a semplice stagione del più ampio processo moderno di emancipazione, qualche altra a progetto fallimentare di cui solo la tradizione liberal-riformista avrebbe saputo tesaurizzare gli aspetti propulsivi. questa situazione culturale e politica analizzare i processi storici attraverso la categoria della lotta di classe è un’operazione coraggiosa perché tocca questioni ideologiche e etico-politiche che dal crollo del comunismo sovietico è politicamente scorretto, se non scandaloso, evocare. La critica dell’ideologia però resiste, in uno studioso che ne è tra i più illustri e forse ortodossi rappresentanti e di cui ci sono noti i meticolosi controcanti all’edificante apologia di quella storia che l’Occidente proclama come progressiva e propria.

18/7/15

La sinistra assente – Domenico Losurdo

Da qualche mese è in libreria un testo, l’ultimo lavoro di Losurdo, capace sin dal titolo di chiarire un concetto ed esprimere una posizione. Di fronte agli sconvolgimenti internazionali in atto dalla caduta del muro di Berlino in avanti, il multiforme campo della politica ha visto il dileguarsi della sinistra, di una sinistra capace di rappresentare un’alternativa politica contendendo all’immaginario capitalista l’orizzonte dello sviluppo. Si potrebbe obiettare che la fine dello schema bipolare partorito dal secondo dopoguerra abbia complicato il quadro dei riferimenti internazionali, lasciando analisti e opzioni politiche in mezzo ad un mare in tempesta e senza porti sicuri. Il ventennio appena trascorso smentisce però questa presunta “multiformità”, questa apparente incomprensibilità di fondo dei principali eventi internazionali. Dalla prima guerra in Iraq in avanti, lo schema dell’ingerenza Nato nelle più differenti zone calde del mondo si è ripetuto pedissequamente senza soluzione di continuità e seguendo nei più piccoli particolari sempre lo stesso canovaccio.

6/11/14

La sinistra assente di Domenico Losurdo

Dmitrij Palagi   |   Domenico Losurdo è un filosofo italiano, con un passato da docente presso l'Università di Urbino (oggi è in pensione) e un corposo numero di pubblicazioni facilmente repe- ribili e rintracciabili attraverso Wikipedia. La precisione e chiarezza delle sue argomentazioni accompagna una militanza mai celata nel campo del comunismo italiano. Non è un caso che la presentazione del suo ultimo libro, La sinistra assente , si colleghi, a Firenze, alla presentazione di un appello per la ricostruzione di un soggetto marxista e di classe. Anziché recensire il volu- me abbiamo tentato di riassumerne alcuni concetti chiave con un'intervista all'autore che qui vi proponiamo.
1. Nel suo libro si affronta il tema della sinistra in chiave globale. Accenna alla situazione specifica italiana solo nel ricordare le infelici posizioni di Camusso e Rossanda a ridosso dell'intervento militare in Libia che ha abbattuto Gheddafi. La pubblicistica contempora- nea ci aveva abituati a concentrarci sulle diseguaglianze economiche e sugli errori, o le debolezze, dei gruppi dirigenti della sinistra italiana, o al massimo europea. Può riassumerci le motivazioni di questa scelta argomentativa?

21/4/14

Il neoliberismo selvaggio ha trovato il suo profeta | Una nuova edizione per ‘Nietzsche. Il ribelle aristocratico’

Paolo Ercolani  |  Forse in nessun filosofo come in Nietzsche si intessono e aggrovigliano – con un’eccedenza di pensiero che sfida gli esegeti – aspetti brutali e benefici motivi demistificatori, un’oltranza politica da cui trasuda il peggio dell’Ottocento giudeofobo e una potenza di controcanto che manda in frantumi il mito cristiano-germanico. Nietzsche è tutto questo: ribelle solitario, filosofo viandante, illuminista antirivoluzionario, soprattutto teorico del radicalismo aristocratico. Impossibile, se non sacrificando la storia, ridurlo a un’etichetta univoca. Eppure le interpretazioni si sono fortemente polarizzate tra orrore e grandezza. Gli accusatori hanno brandito la genealogia diretta dei capisaldi del nazismo dal suo «superuomo», ed emesso così una sentenza inappellabile; i difensori hanno orchestrato un’ermeneutica dell’innocenza fondata su una lettura allegorica di alleggerimento, in cui le sue posizioni più estreme sono apparse soltanto libera espressione di un mondo vitale oltreumano. In un saggio che costituisce il più importante contributo agli studi nietzscheani degli ultimi decenni, Domenico Losurdo persegue invece l’unica

20/8/13

Il Diavolo nell’ampolla | Antonio Gramsci gli intellettuali e il partito

Domenico Losurdo
 Dar voce alle classi subalterne. Se si può trovare un’aspirazione che nella sua genuina sintetica semplicità colga il senso dell’opera e dell’attività di Antonio Gramsci forse è proprio questa. Il diavolo nell’ampolla rappresenta la metafora della dittatura di ferro degli intellettuali, la più persistente delle superstizioni, quella che condanna le masse ad una condizione immutabile e violenta di subalternità; in essa si legittimano tutti i vincoli di comando e obbedienza dell’eterna distinzione tra dirigenti e diretti. Andare oltre il «cadornismo» significa pertanto rompere il sortilegio della casta sacerdotale degli intellettuali; l’intera produzione teorica di Gramsci ha quest’aspirazione di fondo, l’intera esperienza politica di Gramsci ha questo fine.

2/8/13

De Gramsci à Losurdo | Grandeur de la philosophie politique révolutionnaire

Eric Le Lann  |  Le livre de Domenico Losurdo Gramsci, du libéralisme au communisme critique, paru en 1997 et qui vient d’être traduit par les éditions Syllepse, constitue une contribution de premier plan à la réflexion sur le mouvement communiste aux 19ème et 20ème siècle. L’exercice était périlleux. La lecture des textes de Gramsci est déroutante [1], notamment ses Cahiers de prison, et sans une solide connaissance de la culture qui baignait l’époque, le danger était grand d’isoler les concepts utilisés du moment historique qui les voit surgir. Pour saisir l’originalité théorique et politique de Gramsci, D. Losurdo utilise au contraire une « approche qui appelle d’abord l’attention sur les problèmes concrets posés et imposés par l’époque historique à Gramsci pour examiner ensuite les réponses fournies naturellement à partir de la biographie intellectuelle de l’auteur et des éléments culturels que l’époque historique met à sa disposition ».

30/6/13

Marx sigue vivo / Un gran ensayo de filosofía de la historia

Gianni Vattimo / Traducción del italiano por Juan Vivanco
Si tomamos en serio la afirmación de Marx de que la historia es historia de la lucha de clases, ¿cómo podemos interpretar, de acuerdo con ella, las múltiples realidades conflictivas que documenta la historiografía y aún están a la orden del día en la crónica de nuestros años? 
G. Vattimo
Por ejemplo, ¿cómo referir a la lucha de clases las luchas de liberación nacional que modificaron sustancialmente el panorama del colonialismo y el eurocentrismo hasta comienzos del siglo XX? No parece posible referir a la lucha de clases las rebeliones de grupos sociales como los gays y, sobre todo, las luchas feministas; por no hablar de que hoy en día uno de los sujetos de la lucha de clases parece haberse esfumado con el fin de la fábrica taylorista y la diferenciación de los trabajos, que han despojado de sentido la idea misma de clase obrera.

22/3/13

Stalin / Historia y crítica de una leyenda negra

Jaime Ortega Reyna / No hay duda de que Doménico Losurdo, filósofo italiano de gran trayectoria, es uno de los intelectuales más interesantes y polémicos del medio marxista de su país. En español apenas algunas obras han sido traducidas: en Argentina se publicó su trabajo sobre Heidegger y el concepto de comunidad; y recientemente una serie de ensayos sobre las revoluciones en Rusia y China[1]; en España se tradujo su trabajo sobre el Lenguaje del Imperio, su Contra-historia del liberalismo y muy recientemente un trabajo sobre Kant. En México la revista Dialéctica ha publicado algunos artículos de su autoría que merecen la pena ser leídos para comprender el contexto del texto que aquí reseñamos[2].

Not@s editoriales

Karl Marx & Friedrich Engels: Prólogos a varias ediciones del Manifiesto del Partido Comunista Flacso
'Das Kapital' fully digitized — Instituto Internacional de Historia Social de Amsterdam
Karl Marx: Prólogo a la primera edición alemana de El Capital — El Viejo Topo
Manuel Sacristán: Prólogo de la edición catalana de El Capital — Rebelión
Jaime Ortega Reyna: Marx y Freud en América Latina — AcademiaEdu
Andrea Baldazzini: Note su “Il Mediterraneo” di Fernand Braudel — Pandora
Las ediciones de la obra de Gramsci — Mundo Untref
Reyes Mate: Correspondencia entre Theodor Adorno & Gershom Scholem: razón y mística — ABC
Reseña crítica de 'The Limehouse Golem': caza al asesino, la búsqueda de un psicópata en el Londres de finales del siglo XIX — El Mundo