2/3/17

Che cos’è il plusvalore? — Christian Marazzi

Francesca Coin

È sempre un balsamo leggere i nuovi libri di Christian Marazzi. Lo dico nei panni di una delle tante lettrici e lettori che, negli anni, sono ritornati alle sue pagine, cercando ogni volta di sgranarle per disfarne la complessità e arrivare ai nodi fondanti della sua analisi. In questo senso l’uscita di Che cos’è il plusvalore? (Edizioni Casagrande, 2016) può, per tanti versi, rallegrare il lettore che più con le sue pagine ha litigato, perché quest’ultima opera ha un tono colloquiale che conduce quasi per mano a percorrere per intero i punti cardini del suo pensiero. Da dove arriva questa crisi? Possiamo attraversare il libro ponendoci questa domanda e lui, burlescamente, risponderà, quasi fosse una cosa banale, dal ritorno del plusvalore.

E qui Christian Marazzi ci porta a ripercorrere una storia antica, ma non per questo meno complicata: il plusvalore è la dismisura, quell’attività mentale, affettiva e corporale che fa da cartina tornasole alla differenza tra lavoro erogato e lavoro pagato. Il problema è che quando pensiamo al denaro pensiamo generalmente in termini di merce – più precisamente ancora, pensiamo al denaro come equivalente generale, ma il plusvalore è espressione stessa dell’assenza di un equivalente monetario per il lavoro comandato. 

Not@s editoriales

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'Das Kapital' fully digitized — Instituto Internacional de Historia Social de Amsterdam
Karl Marx: Prólogo a la primera edición alemana de El Capital — El Viejo Topo
Manuel Sacristán: Prólogo de la edición catalana de El Capital — Rebelión
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Andrea Baldazzini: Note su “Il Mediterraneo” di Fernand Braudel — Pandora
Las ediciones de la obra de Gramsci — Mundo Untref
Reyes Mate: Correspondencia entre Theodor Adorno & Gershom Scholem: razón y mística — ABC
Reseña crítica de 'The Limehouse Golem': caza al asesino, la búsqueda de un psicópata en el Londres de finales del siglo XIX — El Mundo