20/11/14

Gramsci l'eretico | Noemi Ghetti indaga tra Cavalcanti e Dante

Antonio Gramsci condannato dal fascismo. Ma anche dal comunismo. In "Gramsci nel cieco carcere degli eretici" (L'asino d'oro edizioni) Noemi Ghetti indaga sull'opera del pensatore sardo dall'angolatura dell'eresia. Il punto di partenza e' rappresentato dai "Quaderni del carcere" di Antonio Gramsci, sorta di "Zibaldone" del Novecento, con lo straordinario contrappunto dell'Epistolario, oltre che un vero capolavoro di resistenza, costituiscono una lettura attualissima. Purtroppo piu' frequentata all'estero che in Italia, dove l'opera non ha avuto la diffusione che meritava. Ghetti, critica letteraria, inquadra in una nuova prospettiva il grande intellettuale del '900, a partire dall'importante "nota dantesca" dei "Quaderni" sul Canto X dell'Inferno e dal drammatico scontro tra Cavalcanti e Dante, che per chiari segni lascia intravvedere lo storico dissidio tra Gramsci e Togliatti. Un dissenso radicale, occultato dal mito della continuita' edificato dopo la morte del leader sardo, pensatore scomodo e a lungo oscurato. Il libro ricostruisce la ricerca gramsciana dopo la condanna a oltre venti anni di carcere del 1928.

Filologo, politico e uomo passionale, il pensatore intreccia storia culturale, teorizzazione politica e affetti privati nella propria originale e moderna scrittura. Nella solitudine del carcere a cui era condannato da fascismo e comunismo Gramsci continua la sua strenua lotta di libero pensatore. Nei "Quaderni" e nelle "Lettere dal carcere", a partire dalla secolare questione della lingua e dalla storia degli intellettuali italiani, Gramsci delinea una nuova idea di egemonia culturale dal basso, da opporre al secolare predominio della Chiesa ratificato dal Concordato proprio in quegli anni, mentre a Mosca si imponeva la svolta totalitaria staliniana. Rifiutando ogni forma di dogmatismo e totalitarismo, Gramsci approfondisce l'istanza di un nuovo umanesimo, sempre dalla parte degli oppressi. In questa visione rivoluzionaria, sottolinea Noemi Ghetti, si puo' apprezzare come l'identita' femminile e lo sviluppo dei bambini sono questioni a cui Gramsci si mostro' sempre, nell'azione politica e in privato, sensibile e attento.

Egli si oppone alla scissione in tutte le forme in cui si presenta, dalle ambiguita' politiche a quelle piu' specificamente linguistiche, dalla dicotomia tra struttura e sovrastruttura, a quella antropologica tra corpo materiale e anima spirituale, tra ragione e irrazionale. La nuova idea gramsciana di egemonia culturale, ovvero di una lotta senza armi, solo rivoluzione del pensiero e della parola, si pone oggi "come la necessita' storica del superamento dell'ideologia, condivisa dal logos greco e dal cristianesimo, della scissione e della cattiveria originaria degli esseri umani"
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Karl Marx: Prólogo a la primera edición alemana de El Capital — El Viejo Topo
Manuel Sacristán: Prólogo de la edición catalana de El Capital — Rebelión
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Andrea Baldazzini: Note su “Il Mediterraneo” di Fernand Braudel — Pandora
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